
Ero sempre più convinto del mio incontro con Gesù e Maria che aveva sempre vegliato su di me , fosse una Dio-Incidenza mi domandavo “Qual’è il senso della mia vita?” Oggi credo di saperlo, il senso della vita è l’amore , io lo racconto nelle mie canzoni e metto il mio piccolo talento a servizio del Signore.Consiglio a chi va a Medjugorje di andarci con speranza e semplicità e di non cercare “effetti speciali” ma la Verità, che è la nostra fede, che è Cristo. Le parole del Papa sono state una raccomandazione , un promemoria per ricordarci questo. La mia croce, la mia disabilità sono riuscita ad abbracciarla quando ho scoperto che c’era Qualcuno più grande di me. Ho scoperto che la croce è il nosro marchio, non è disgrazia ma Grazia. Rafforza la mia testimonianza, il mio essere un piccolo cristiano. Non sempre riesco ad accettarla, proprio come tutti, ma la preghiera è l’arma, la forza, la medicina. Nella croce c’è la nostra umanità, ma Dio ci mette accanto persone importanti che ci sostengono e ci aiutano quando cadiamo. Formiamo cosi un rosario, tanti grani, un cerchio che alla fine ha una croce che è la chiave di tutto. La gente che incontro a volte fa l’errore di pensare che per credere bisogna avere una vita come la mia, con tutte le disgrazie e le sofferenze che ho patito, ma questa è una sciocchezza. Ognuno ha la sua vita, ha la sua croce, la sua storia, il suo percorso che è bellissimo e che prende senso quando diciamo il nostro “SI” al Signore. Altri pensano che io abbia visto la Madonna, ma io Maria la vedo negli occhi delle persone che incontro, negli occhi dei fratelli. Ai giovani dico e voglio ripetere anche qui: accendete il televisore della vita del cuore.
Silvia Lucchetti