musica cristiana

L’ARTE DELLA LODE

La musica cristiana o la “christian music” è stato il nuovo cammino che Roberto Bignoli ha tracciato per molti anni, gli hanno fatto scoprire un modo nuovo di presentare l’arte della musica al mondo e questo lo ha realizzato come artista e poi ritrovato il senso della parola “parola “artista” con l’essere l’artista del cielo. Cosi Roberto rccontava del suo cammino di fede: È un tortuoso percorso personale che giunge al 1984, quando Roberto decide di scommettere su se stesso e di giocare il proprio talento artistico puntando tutto sulla christian music. Ed ecco, finalmente, la svolta: un’ascesa irresistibile.

Dopo un inizio di carriera dedicato al pop blues e al rock, decide di dedicarsi alla christian music, contribuendo alla sua diffusione in Italia. Il primo cd della nuova produzione è del 1987, Canzone per Maria, a cui sono seguiti undici album sette singoli e concerti in tutto il mondo.

La canzone Porta Cristo, del 1991, è insieme a Ballata per Maria fra le creazioni più significative. Nel 1996 pubblica Tempo di Pace, che contiene la famosa Concerto a Sarajevo scritta durante la guerra di Bosnia.

folgorato dal “mistero Medjugorje” – decide di scommettere su se stesso e di giocare il proprio talento artistico puntando tutto sulla christian music. Ed ecco, finalmente, la svolta: un’ascesa irresistibile. Roberto Bignoli – che in questo libro racconta per la prima volta la sua storia – è oggi un artista di fama internazionale, oltre a essere padre e marito felice. Tiene concerti in tutto il mondo, ha pubblicato dodici album e cinque singoli e la sua Ballata per Maria è la sigla mondiale di Radio Maria diretta da padre Livio Fanzaga.

Le parole di Roberto sulla conversione e la vita cristiana erano in questi termini: Perché conversione è una parola grossa e io non ho raggiunto l’obiettivo della santità, un cammino molto lungo e pieno di contraddizioni: ho solo preso coscienza del senso della vita, con coraggio e un pizzico di follia, ho creduto fino in fondo nella Provvidenza». In un cammino di fede devi essere sempre accompagnato da un’amicizia. Io ero un isolato, preso dallo sconforto per la mia condizione. La mia vita era un grande vuoto. Avevo puntato tutto sulla canzone d’autore lavorando sodo. Ma questo non mi faceva felice. Poi ho incontrato dei ragazzi diVarese che mi hanno provocato: “Lascia le stampelle e vieni con noi…”. Gli incontri non sono mai casuali. Ti bussano alla porta e dici: apro? È stata una sfida per me. Loro mi hanno accolto con un sorriso, con semplicità, mi hanno invitato a un pellegrinaggio a Medjugorje e così ho scoperto che c’è un mondo pulito, sano… Sono rimasto affascinato dalla bellezza del credere in Dio, ho trovato una famiglia. Allora ho smesso di essere il “cantante disabile”, lo sfortunato di turno. Questa, per me, si chiama grazia». Ed è stata una svolta anche per i testi delle sue canzoni, che hanno cominciato ad avere un contenuto religioso… «

È difficile essere un “cantante cristiano”? «La Christian Music affonda le sue radici nel gospel, è nata cinquant’anni fa in America dalla cultura protestante dove ancora oggi è un fenomeno popolare, non bigotto, con un suo mercato e un fatturato plurimiliardario. In Italia la mentalità è diversa, spesso siamo costretti a fare i concerti nelle sale parrocchiali perché non ci sono altri spazi disponibili, ma io ho scelto questa strada, vivo e canto per la mia fede e non me ne vergogno. Sono felice così».

Don Tonino Lima.