Il sorriso di Maria

Una musica che ora ha un senso nuovo, diverso da quello di ciò che fanno gli altri cantautori. Il soggetto principale dei suoi testi è quasi sempre lo stesso: Maria, la madre del Redentore, la donna che il Signore ha voluto accanto a sé. Ma ciò non significa che le canzoni di Roberto Bignoli siano canzoni «di chiesa». Gli arrangiamenti, le linee melodiche e il modo di interpretarle sono proprio simili a quelle di De Gregori o di Pino Daniele, ora inclini alle atmosfere di alcuni artisti americani (l’esempio è Bob Dylan), ora a quelle dell’immenso patrimonio folk italiano. Anche musicalmente, insomma, quello di Roberto è un percorso, tra generi e stili diversi, ma con una caratteristica inconfondibile e costante in ogni verso, in ogni nota: l’amore. Allora è chiaro che, prima ancora che nella musica, quello di Bignoli è un percorso nel cuore dell’uomo, è un cammino sulla terra, una volta arida e desolata, che fiorisce ad ogni passo al sorriso di Maria. E proprio «Canzone per Maria», il motivo che dà nome all’ultimo suo disco, spiega bene quello che Bignoli intende dire: «Se tu sapessi quanto è bello il sorriso di Maria, è un sorriso di tenerezza, è un sorriso di bontà, è un sorriso di chiarezza, è grande e pieno di umiltà». Ascoltando queste parole, e conoscendo un poco Roberto, viene in mente il suo peregrinare per il mondo: Francia, Malta, Inghilterra e tanti altri Paesi d’Europa, alla ricerca di un successo che non veniva. E in quel camminare senza sosta e senza meta, al giovane cantautore mancavano proprio quelle cose che poi avrebbe trovato nel sorriso di Maria: tenerezza, bontà, chiarezza, umiltà. Scrive il teologo mariano Renè Laurentin nella presentazione del disco delle Paoline: «Roberto Bignoli… è riuscito a trovare nella fede la dimensione giusta di vita, quindi da canzoni rivoluzionarie, oggi canta canzoni semplici d’amore, canta con pace, armonia e amore ciò che la fede gli ha donato e testimonia gratuitamente la grandezza dell’amore divino attraverso il canto e l’apostolato».

La Madonna dei Cappuccini – Gennaio-Febbraio 1988